Gradara D'amare, San Valentino a corte

Hotel Hotel GHM
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Tipologia: hotel Categoria: 4*
Trattamento: camera e colazione + serata Località: Gabicce Mare (Marche)

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Partenze offerte vacanze

   Notti:

Nome struttura / hotel

Hotel GHM

Dettagli hotel

Descrizione offerta

Nel luogo che vide la consacrazione dell'amore tra Paolo e Francesca,
Gradara è da sempre luogo di amori proibiti: in questo antico borgo storia e leggenda si fondono e creano il mito eternato da Dante nel V canto dell'Inferno della Divina Commedia.
Qui dove l'amore di Paolo e Francesca sopravvive anche dopo la morte, si rende omaggio alla festa degli innamorati per eccellenza: San Valentino.
La cittadella con le mura turrite, nei giorni a cavallo di San Valentino aprirà infatti le sue porte ed accoglierà coloro che vorranno dedicare un fine settimana all'amore.

Il tema dell'offerta è offerte vacanze.

Le quote comprendono

1 pernottamentO con prima colazione. Visita guidata a tema nel borgo e nella Rocca. Cena di san valentino con bevande incluse

Le quote non comprendono

gli extra in genere e quanto non indicato a la voce la quota ocmprende

Programma

 

M'illumino di meno... ti amo di più!


Coppie di tutto il mondo, ma anche single in cerca di amore e
romanticismo, con nel cuore un desiderio incontenibile di risparmio
energetico....non perdete l'occasione di trascorrere la festa degli
innamorati in uno dei luoghi che dell'Amore è il simbolo!

Il destino di Gradara ormai è segnato da quando, per la prima volta,
gli sguardi di Francesca da Rimini e Paolo Malatesta si incrociarono e
i loro cuori palpitarono all'unisono. Dalla loro passione così
impetuosa da travolgere le convenzioni e la loro stessa vita e dal
loro sangue che rimarrà per sempre intriso nelle pietre della Rocca è
nata la Tragedia, elevata, poi, a Mito d'Amore eterno da Dante nel V
canto dell'Inferno.
Da allora innumerevoli amori sono sbocciati tra le mura medioevali di
Gradara, amori celebri e amori di gente comune... di fronte all'Amore
siamo tutti uguali, indifesi e vulnerabili ma... decisamente vivi!

La nona edizione di Gradara d'Amare si svolgerà dal 12 al 14 febbraio
e il tema principale sarà l'amore per l'ambiente e per il mondo nel
quale viviamo. Sarà, infatti, sempre più centrale il connubio tra la
festa degli innamorati e la giornata mondiale del risparmio energetico
"M'illumino di meno" promossa dalla trasmissione di Radio 2
"Caterpillar".

Sabato 12 febbraio dalle 19,00 si spegnerà l'illuminazione pubblica
del centro storico di Gradara che sarà illuminato dalla luce di 1000
candele e dai fari LED a basso consumo che tingeranno di rosso, ad
intermittenza, tutta la cinta muraria del borgo medioevale, facendo
diventare Gradara un grande cuore pulsante!

Tutte le persone che entreranno nel centro storico potranno accendere
una candela dell'amore direttamente da un Grande Braciere, il cuore
ardente di Gradara e ritirare del materiale informativo sul risparmio
energetico. Sarà possibile portare la candela in uno dei ristoranti di
Gradara e assaporare i fantasiosi menù a tema preparati per
l'occasione illuminati dalla sua luce o passeggiare per il borgo
ripercorrendo i passi di Paolo e Francesca accompagnati da una
romantica musica dal vivo, l'importante è non farla spegnere
assolutamente!

Le coppie che manterranno accesa la candela fino allo scoccare della
mezzanotte saranno avvolte dall'incantesimo e il loro amore sarà
rinvigorito e brillerà per tutto l'anno. Un modo originale e
divertente per trascorrere un felice San Valentino e riflettere sulla
necessità di un più corretto e attento utilizzo delle risorse
energetiche.

Le iniziative di "Gradara d'Amare" non finiscono qui... spettacoli
teatrali, visite guidate a tema sugli amori e il fascino delle corti
medioevali, fini dicitori e dolci tentazioni per accontentare anche i
golosi vi aspettano appena varcherete l'ingresso del borgo di Gradara.

Potrete partecipare anche alla quarta edizione del concorso "La più
bella dedica d'amore": la coppia che, ispirata da cupido in persona,
scriverà le dedica d'amore più bella e intensa vincerà una cena nei
ristoranti di Gradara.
Chiunque desideri lasciare la propria dedica la dovrà gettare nel
"Pozzo dell'Amore" che verrà allestito per l'occasione nel centro
storico di Gradara. Un pozzo identico a quello che si trova nel
cortile d'onore della Rocca di Gradara, testimone silenzioso di
un'altra grande storia d'amore, quella tra Sigismondo Pandolfo
Malatesta e Isotta degli Atti.

Gradara augura un buon San Valentino a tutti, per amare gli altri, voi
stessi e il mondo in cui vivete!

Nei dintorni:

URBINO
Urbino, un tuffo nel Rinascimento.
Completamente immersa nelle colline, racchiusa dalle mura cinquecentesche, Urbino con le sue costruzioni a mattoncini, ha mantenuto un aspetto urbanistico omogeneo dal lontano '400, quando era uno dei centri più splendidi della cultura e del Rinascimento. Il suo monumento più bello è il Palazzo Ducale, simbolo stesso della città e testimone di una aristocratica vita di corte. Voluto da Federico da Montefeltro, fu iniziato attorno la metà del XV secolo, utilizzando alcuni dei migliori architetti del tempo: Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini.
Il Duca Federico fu un grande mecenate appassionato della cultura umanistica e quindi volle un palazzo che fosse l'immagine stessa di sè e di quella cultura. Luca Della Robbia, Baccio Pontelli, Giuliano da Maiano, Michele da Fiesole tutti assieme realizzarono un perfetto capolavoro dell'arte rinascimentale: dallo studiolo, al cortile d'onore, dalla biblioteca ai templi, ovunque soffitti stuccati, stipiti scolpiti, porte intarsiate, camini decorati.

Il Palazzo Ducale oltre ad essere un magnifico monumento e anche sede della Galleria Nazionale delle Marche in cui sono custoditi capolavori di Piero della Francesca, Paolo Uccello, Giusto di Gand, Luciano Laurana ("La città ideale"), Pedro Berruguete e "La Muta" di Raffaello. Quest'ultimo era nato ad Urbino nel 1483 e qui si conserva ancora la sua casa natale
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PESARO:
Pesaro, la patria di Gioacchino Rossini
Pesaro si estende lungo una costa bassa e sabbiosa ed è stretta a nord e a sud da due rilievi che giungono sino al mare, il monte San Bartolo e il monte Ardizio. Il nome “Pesaro” deriva da “Pisaurus”, l’antico nome del fiume Foglia, alla cui foce è sorta poi la città.
Le vicende storiche hanno creato una singolare e interessante sovrapposizione di memorie artistiche e culturali tanto da comporre un vero e proprio mosaico di opere e patrimoni: romani, medievali, rinascimentali, barocchi, fino alle più recenti testimonianze dell’Ottocento e del Liberty.
Nel centro storico si trovano i Musei Civici, Casa Rossini, il Palazzo Ducale, il Conservatorio e il Centro per le Arti Visive Pescheria, l’ottocentesco teatro Rossini e il moderno Sperimentale, la storica biblioteca Oliveriana e quella modernissima del San Giovanni, e poi
edifici e ville storiche e splendide chiese.Tra quest’ultime, di notevole interesse è il Duomo di Pesaro che conserva un pavimento musivo unico nel suo genere: le raffigurazioni rappresentano un excursus iconografico e storico del cristianesimo, dal VI al XIII secolo.



FANO
Fano, antica città romana
La città di Fano (Fanum in latino) appare citata per la prima volta nel 'De Bello Civili', senza però indicazione alcuna sulle sue origini rimaste tuttora sconosciute. Resta il fatto che il territorio fanese ha restituito reperti preistorici e protostorici sufficienti a testimoniare la presenza di insediamenti preromani disseminati sia in pianura che lungo le pendici collinari di tutta la bassa valle metaurense.
Della Fano romana vi sono l'Arco d'Augusto (9 d.c.), mura, statue e mosaici. Della Fano medievale restano alte mura e porte merlate. Di epoche successive si ammirano il Palazzo della Ragione (sec. XIII), le Tombe Malatestiane; la Basilica Cattedrale (sec.XII) con affreschi del Domenichino; palazzi gentilizi e chiese di pregevole fattura.
Nella Chiesa di S. Maria Nuova si trovano opere del Perugino ed una predella attribuita a Raffaello. Quella di S.Pietro in Valle è una delle più belle chiese barocche delle Marche.
Il Museo Civico è nella Corte Malatestiana così come la Pinacoteca, ricca di opere del Guercino, del Domenichino, Guido Reni, Mattia Preti e Michele Giambono.

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